Mondavio

Cittadina sita su una collina panoramica, moderatamente industrializzata, ma con un nucleo storico interessante anche per la presenza di mura e di una rocca, che è la prima architettura da vedere.

Era il capoluogo di un Vicariato di ventiquattro castelli nel 1289.
Fu governata da 1289. Capoluogo di Vicariato con giurisdizione su ventiquattro castelli, conobbe diversi signori.

Era il 1442 quando Sigismondo Malatesta entrò in trionfo nella città, a lui seguì Alessandro Piccolomini, ma nel 1464 Mondavio, Senigallia, San Costanzo e Mondolfo, con altri castelli si ribellarono al Piccolomini e si sottomisero al governatore di Fano e vescovo di Perugia, Giacomo Vannucci da Cortona.

Nel 1474 Giovanni della Rovere, nipote di di Sisto IV Della Rovere, sposò Giovanna, figlia di Federico da Montefeltro, ricevendo dal pontefice, l’nvestitura della città di Senigallia, del vicariato di Mondavio e di altre terre.

Nel 1631, con l’estinzione della dinastia dei Della Rovere, Ducato e Vicariato di Mondavio ritornano nella giurisdizione della Santa Sede.

Essa colpisce anzitutto per l’imponente mastio e per la poderosità dell’insieme, che rivela la mano di Francesco di Giorgio Martini (1482-1492) che vanta in tutti questi secoli, di non aver mai subito alcun assedio né ha mai sparato un colpo dai suoi cannoni.

Una visita all’interno è interessantissima sia per adulti che per ragazzi, che possono trovare motivi di curiosità nei manichini che compongono il Museo di Rievocazione Storica.

Salendo alla piazza Matteotti, all’interno del Palazzo Municipale si può vedere una Madonna con Bambino di Carlo da Camerino.

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