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Fritto Misto

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Ascoli Piceno (AP)

Gli arancini che la fedele cameriera Adele prepara al Commissario Montalbano sono di “celestiale bontà”.

Come dar torto al popolare personaggio dello scrittore Andrea Camilleri, appassionato estimatore di una delle specialità più note dell’assolata terra di Sicilia?

E’ proprio difficile, quasi impossibile, resistere davanti ad un’arancina fumante con la sua croccante e dorata impanatura.
Così come è difficile resistere alla tentazione di addentare un qualsiasi altro fritto fatto a regola d’arte, con l’utilizzo delle materie prime e delle tecniche di frittura giuste, nel tentativo di accontentare anche i nutrizionisti più rigidi.

La tradizione culinaria italiana è infarcita di specialità fritte.
Nelle regioni del Sud tale tradizione è intimamente legata alle friggitorie di strada che in Sicilia propongono arancine, panelle e cannoli, mentre in Campania si sbizzarriscono tra pizza fritta, pasta cresciuta variamente condita, scagliuozzi, timballetto di maccheroni, montanare, palle ‘e riso, crocchette (panzarotti), graffe.

Spostandosi verso nord cambiano le pietanze, ma non il gusto delle fritture tipiche.
Il formaggio fritto è un vanto dell’Abruzzo, le olive ascolane del Piceno sono una delle tradizioni più diffuse delle Marche, nel fritto misto toscano compaiono pollo, coniglio, fiori di zucca, peperoni e zucchine, in Emilia Romagna gli squisiti salumi sono spesso accompagnati da torta fritta o gnocco fritto che dir si voglia, a seconda della provincia in cui ci si trova.

Fino ad arrivare al sontuoso fritto misto alla piemontese, legato alla tradizione del maiale e alla necessità di non buttare nulla di questo prezioso animale. Nel fritto piemontese finiscono così animelle, rognoni, piedini (i mitici batsoa’ ), salsicce, peperoni, carciofi, melanzane e mele. Infine, come non lasciarsi sedurre da un caldissimo krapfen tirolese gioia di ghiottoni di tutte le età?

“Fritto Misto all’Italiana” è la prima rassegna dedicate ai fritti della grande tradizione culinaria italiana ed è ospitata ad Ascoli Piceno, città ricca di storia artistica e gastronomica. Ascoli è infatti la città dell’oliva tenera e dell’oliva ripiena del Piceno, l’unica preparazione culinaria (tutti le altre specialità sono prodotti) che può vantare la denominazione di origine protetta. Una specialità che da tempo ha superato i confini nazionali e che resiste ancora a molti tentativi di imitazione.

Dallo scorso anno “Fritto Misto all’Italiana” è divenuta internazionale aprendo una finestra sul world food, dando quindi spazio alle tradizioni del fritto di altri Paesi, dal momento che la frittura è una tecnica molto diffusa in tutto il mondo, sia pure con differenti modalità di cottura e materie prime diverse.

Fonte: http://www.frittomistoallitaliana.it/page1/page1.html

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