Apiro

Apiro si trova sul versante orientale del monte San Vicino tra Cingoli e Cupramontana.

Il paese era abitato già nel periodo dei piceni e dei romani in seguito, devastato da Goti e Longobardi venne inglobato da quest’ultimi nel Ducato di Spoleto.

Il toponimo Apiro deriva dal latino ad pirum (‘al pero’), che è molto probabile alludesse a un albero di pero, punto di riferimento geografico della zona.

Nel 1227 si resse a libero comune, capoluogo della Valle di San Clemente, che inglobava alcuni castelli della zona. Ma già lo stesso anno venne conquistata dalla città di Jesi e immessa nel suo contado.

Nel 1433-34 venne conquistata da Francesco Sforza e in seguito passò sotto il dominio pontificio fino all’Unità d’Italia.

Chiesa di San Francesco

Costruita prima del XII secolo, è l’edificio più antico del paese, anche se venne rifatto nel XVIII secolo. Conserva del primo edificio un portale romanico-bizantino del XIII secolo.

Abbazia di Sant’Urbano

A pochi chilometri dal centro sorge quest’antica abbazia, consacrata nel 1086, ma risalente a prima dell’anno Mille.

Tuttavia venne distrutta nel XIII secolo da un incendio e rifatta con l’edificio attuale.

Si presenta di stile romanico-gotico divisa in tre navate e tre absidi semi-circolari. All’interno conserva ancora affreschi dell’epoca.

All’inizio del XV secolo iniziò la sua decadenza tanto che nel 1442 si unì all’Abbazia di Valdicastro, tenuta dai Camaldolesi, a cui rimase fino al 1810.

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