Comunanza

Comunanza, di antiche origini Picene, si erge sulle sponde e tra colline boscose nella medio alta valle del fiume Aso, che con le sue fresche acque, divide il centro storico dalle nuove costruzioni.

Nella centuriazione pedemontana di Cesare Ottaviano Augusto del 15 a.C., nel nostro territorio, figura l’insediamento romano di Interamnia Poletina Piceni, proprio dove sorge la Chiesa di S. Maria a Terme.
Il nome Comunanza appare per la prima volta nel 1324 in quanto un documento riporta “Communantia Montis Passilli Civis Districtualis Esculi”.

A nord del paese, sul Monte Pasillo, in un territorio che segna ancora oggi il confine tra Ascoli e Fermo, si ergeva la rocca dei Signori de’ Monte Passillo poi chiamati Nobili, teatro di continue battaglie che terminarono solo quando nel 1310, distrutto il castello di Monte Passillo, gli ascolani, potenziarono l’abitato nell’ansa dell’Aso: nasce così la Comunanza d’Ascoli, soggetta alla città fino al periodo napoleonico.

Sotto le mura, dal XII°secolo, funzionava un mulino idraulico a due macine e una gualchiera.
Le colline boscose del territorio furono sicuro riparo per i briganti che, nel XVI° secolo, lottarono insieme al popolo disperato contro il Governo di Roma, qui, agirono il Brigante Marco Sciarra e Alfonso Piccolomini Duca di Montemarciano (AN) (il duca bandito), insieme ai banniti locali.

Tra il XVI° e il XVII° secolo, nascono qui artisti di grande rilevanza che operarono con successo nei fasti della Roma Barocca: Sebastiano, Giuseppe e Pierleone Ghezzi e Antonio Mercurio Amorosi.

La vocazione industriale di Comunanza è antica: nel 1882 lo stabilimento bacologico della famiglia Pascali, nel 1952 la fabbrica di macchine per maglieria; oggi l’Indesit, Della Valle calzature, Selettra e Sigma che sostengono l’occupazione di una buona parte del Piceno.

il Centro Storico si raggiunge attraversando un ponte; le case a picco sul fiume e sulle antiche mura inglobate, sono ancora evidenti le tracce di fortificazione.

Da Vedere

Oltre il ponte, la Chiesa di S. Caterina d’Alessandria d’Egitto del 1831, progettata da Pietro Maggi, ha conservato un vero tesoro, cioè l’Organo Barocco a due tastiere, unico in Europa per antichità, grandezza e sonorità, con le tre stratificazioni dei secoli XVII° ,XVIII° , XIX°.

La Chiesa di S. Francesco nel centro Storico del XIII° secolo,
La Chiesa di S. Anna del 1672, con un organo positivo di G. e A. Santilli del 1860.
Nell’insediamento di Interamnia, sorge la Chiesa di S. Maria a Terme in stile romanico

Il Museo di Arte Sacra e la Biblioteca Civica nell’antico Palazzo Pascali.

Inoltre, vale la pena di ricordare : la Chiesa di S. Sebastiano di Piane con affreschi di scuola crivellesca, S. Maria di Polverina con un affresco di G. Vergari del XVI° sec., la Chiesa di S. Agata di Valentina con altare del ‘700, la misteriosa frazione di Cossinino legata ai templari, il ponte Romano di Gerosa, e il suggestivo lago di Gerosa.

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