Ancona

Ancona si trova su un promontorio proteso verso il mare a formare una golfo ed un porto naturale.

Il toponimo deriva dal nome che avevano dato i greci al luogo Ankón che significa gomito, ad indicare la particolare forma del promontorio proteso come un gomito nell’Adriatico.

Epoca Micenaica

Nel golfo di Ancona già in epoca micenaica, XIII secolo a. C., esistevano scambi commerciali con la Grecia.

In seguito, i Piceni, estesero i traffici verso l’Istria e la Dalmazia.
Ankòn, fu fondata come colonia dai Dori, siracusani che si stabilirono nel porto nell’anno 387 a.C..

Epoca Romana

L’espansione romana, portò nel 133 a.C. alla creazione di una loro colonia sul territorio che nel 90 a.C. divenne municipio, ma rimase con lingua e cultura greca.

Ancona divenuta per i romani un importante porto verso l’oriente, fu l’imperatore Traiano che nel II secolo d.C., fece ampliare il porto.

Decaduto l’impero romano Ancona entrò a far parte della cosiddetta “Pentapoli bizantina“, con Rimini, Pesaro, Fano e Senigallia.

Supremazia sul mare

Nel IX secolo fu più volte saccheggiata dai Saraceni, per questo il porto venne dotato di mura difensive con ventiquattro torri.

Risorta e con tenacia, ripristinò la sua importanza sul mare Adriatico. Ancona divenne così una delle repubbliche marinare.

Venezia temendo di perdere il primato sull’Adriatico, si alleò con l’imperatore Federico II il Barbarossa.

Quest’ultimo volendo sottomettere la città, nel 1173 la pose in assedio da terra, mentre i veneziani la assediarono dal mare.

Stamura o Stamira

Dell’assedio è rimasto nella memoria degli anconetani, il gesto di una donna, Stamura, che si immolò per far scoppiare una botte di esplosivo contro il nemico.

La città riuscì a resistere e a riprendere il controllo dell’Adriatico anche grazie ad un accordo con la città di Ragusa, oggi Dubrovnik.

Sino al XVI secolo Ancona rimase indipendente anche dallo Stato Pontificio.

I Malatesta

Galeotto I Malatesta nel 1348, riuscì ad occupare la città, approfittando dell’indebolimento della popolazione a seguito dell’epidemia di Peste Nera che stava decimando la popolazione europea.

I Malatesta vennero sconfitti dal cardinale Albornoz nel 1355 che liberata la città vi fece costruire una rocca sul colle che domina il porto.

Il governo albornoziano terminò nel 1383 quando la popolazione insorse distruggendo la rocca e ripristinando l’autonomia.

Papa Clemente VII

Ma nel 1530, un altro papa dimostra interesse per la città rinascimentale, Clemente VII, fece costruire ad Antonio da Sangallo, la cittadella di Capodimonte sul colle Astagno.

Il forte in realtà si rivelò uno strumento per sottomettere Ancona infatti i cannoni furono puntati sulla città che si trovò così sotto il controllo dello Stato Pontificio.

Con la perdita dell’autonomia le attività commerciali subirono una forte contrazione.

Papa Clemente XII

Ancona dovette attendere sino alla concessione alla città del “porto franco“, da parte di Papa Clemente XII nel 1732, per uscire da quel periodo buio.

Ciò portò nuova vitalità ad Ancona, l’architetto Luigi Vanvitelli fu incaricato della ristrutturazione del porto e alla costruzione di una Mole nelle sue acque, la Mole Vanvitelliana.

L’edificio pentagonale, circondato dall’acqua, aveva destinazione di quarantena e decontaminazione per merci e persone provenienti da luoghi sospetti.

Napoleone

Nel 1798, Ancona venne annessa alla Prima Repubblica Romana, l’anno seguente riuscì a resistere a sei mesi di assedio da parte di russi, turchi e austriaci.

Divenuto capoluogo del Dipartimento del Metauro, nel periodo napoleonico, era la seconda città del Regno Italico quando fu edificato un Fortino difensivo, nella Baia di Portonovo.

Ancona fu l’ultima città italiana ad arrendersi alla coalizione antifrancese nel maggio del1815, tornò a far parte dello Stato Pontificio.

L’assedio del 1848

La successiva adesione di Ancona, alla neo Repubblica Romana nel 1848, scatenò una decisa reazione di papa Pio IX che mandò l’esercito austriaco a riprendere il possesso della città.

Il 24 maggio 1849 Ancona cercò di respingere l’assedio, ma trovandosi in notevole svantaggio numerico dopo 26 giorni dovette arrendersi ottenendo la concessione dell’onore delle armi, per il valore dimostrato.

L’occupazione austriaca durò dieci anni.

L’Unità d’Italia

La battaglia di Castelfidardo vide Ancona rifugio delle sconfitte truppe pontificie.

Dopo 10 giorni di assedio, i generali sabaudi entrarono nella città e il 3 ottobre 1860 fu la volta dell’ingresso trionfale del re Vittorio Emanuele II venuto a salutare i nuovi annessi al Regno d’Italia.

Nei dieci anni successivi, la città venne dotata di numerose strutture militari, a conferma della sua importanza strategica.

Ancona offre una varietà di spiagge unica, passando dalla spiaggia di sabbia a nord a quella di roccia o sassi verso sud.

Da Vedere

La Cattedrale di San Ciriaco, splendida basilica romanico-gotica

La Chiesa di Santa Maria della Piazza, capolavoro di arte romanica

La Chiesa di Santa Maria di Portonovo

L’Arco di Traiano del I sec. d.c

L’Anfitearo Romano

La Chiesa di San Francesco alle Scale in stile gotico fiorito veneziano

La Mole Vanvitelliana a pianta pentagonale su progetto del Vanvitelli

La Loggia dei Mercanti in stile gotico fiorito veneziano

La Fontana del Calamo o delle Tredici Cannelle

Il Passetto

La Baia di Portonovo

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